Tarquinia


Tarquinia è una cittadina ( 279,5 kmq e di 13.176 abitanti) del Lazio settentrionale ,in provincia di Viterbo da cui dista 42 km. Chiamata fino al 1872 Corneto e fino al 1922 Corneto Tarquinia ,è situata a 133m dalla Maremma laziale ,su un colle lungo la via Aurelia, a pochi chilometri dal litorale tirrenico, dove si trova la frequentata stazione balneare di Lido di Tarquinia, con i resti dell'antico Porto Clementino. L'economia si fonda sulle attività agricole del comune ,ma soprattutto sul turismo che vi affluisce numeroso, richiamato dalla grande importanza storica e archeologica della città. Tarquinia fu infatti uno dei centri più importanti della civiltà etrusca e conserva tutt'oggi numerosi e interessantissimi resti archeologici(necropoli). La città attuale è ricca di monumenti medievali, ha conservato infatti una quarantina di torri, alcune delle quali tagliate all'altezza delle abitazioni. E' possibile notare anche bellissime chiese come quella di S.Pancrazio che mostra nella facciata motivi cosmanteschi; S.Maria di Castello presenta un portale con al centro una bifora ornata da decorazioni e il pluteo e due cibori cosmateschi; S.Francesco e S.Annunziata sembrano influenzate da motivi ornamentali siculi nelle decorazioni; S.Maria di Valvedere presenta uno splendido altare marmoreo ma purtroppo non è ben conservata; San Giovanni Battista costruita dai cavalieri di Malta è famosa per la sua necropoli etrusca situata tra l'attuale Tarquinia e la città antica; tutte queste chiese risalgono al XII-XIII sec. e sono state leggermente modificate nei secoli seguenti; inoltre troviamo il Palazzo Comunale e il palazzo Vitelleschi, splendido edificio gotico-rinascimentale sede del noto Museo nazionale tarquinese (reperti etruschi e romani). La tradizone antica greca e latina riporta che Tarquinia -nell' Etruria meridionale, circa 96km a nord di Roma- fu tra le città etrusche il più importante centro civile e religioso. La sua fondazione sarebbe dovuta a Tarconte, figlio o fratello di quel Tirreno che guidò gli Etruschi sulla costa italica dell'originaria Lidia. Tarconte diffuse tra le sue genti i misteri della scienza aruspicina, insegnatigli dal saggio Tagete. La città etrusca sorgeva su un ampio ripiano detto Pian della Civita, a est dell' abitato moderno, su un precedente insediamento villanoviano testimoniato dalle necropoli di Poggio Selciatello e Poggio dell'Impiccato. La città raggiunse il massimo della potenza nel VII sec. a.C., dominando Roma e influenzandone i costumi. Cominciò a decadere verso la fine del VI sec. a.C. per l'accresciuta potenza di Roma e per lo smacco subito dalle città dell'Etruria marittima con la sconfitta del 474 a.C., nelle acque di Cuma, a opera della flotta siracusana. All'inizio del secolo IV a.C. Tarquinia tornò ad essere una potente città; ma dalla metà del secolo dovette lottare con Roma, nella cui orbita dovette adattarsi a entrare nel 311 a.C. Nel 90 a.C. ottenne la cittadinanza romana diventando un Municipium. Gli scavi a Pian della Civita hanno messo in luce ,oltre ai resti dele mura di cinta dei sec. IV-III a.C. ,edifici dello stesso periodo. Sul lato ovest è stata scavata la cosidetta Ara della Regina, un edificio sacro di cui restano le fondamenta rettangolari. Proviene dalla stessa zona il famoso bassorilievo fittile con due cavalli alati, ora al museo archeologico di Tarquinia, una delle più belle opere del periodo. La più importante necropoli di Tarquinia è quella di Monterozzi. Comprende tombe a fossa e a camera che vanno dal VII sec. a.C. al periodo romano. Sono scavate nella roccia e hanno un corridoio di ingresso. Quelle più antiche hanno dimensioni modeste, mentre quelle successive al IV sec. d.C. sono più vaste e a più vani. Ma il più importante requisito di Tarquinia sono le pitture parietali delle tombe a camera, che esemplificano l'evoluzione dello stile e dei motivi dell'arte etrusca dal VI sec. a.C. in poi. Troviamo in queste splendide pitture scene di caccia e di pesca, gare atletiche, danze e banchetti e scene di momenti felici della vita quotidiana che fanno immaginare la vita dei morti simile a quella appena trascorsa, piena cioè di vitalità e serenità. Tra le più famose pitture si ricordano quelle della tomba dei Tori (la più antica) con un soggetto mitologico greco; quelle della tomba del Cacciatore, dove l'artista ha creato un inconsueto padiglione di caccia; la tomba degli Auguri presenta l'ingresso agli inferi con una scena di lotta tra due uomini, inoltre ha rappresentazioni di gare sportive e i due famosi sacerdoti ai lati di una porta dipinta; poi la tomba della Caccia presenta due locali e si raggiunge con una scala perchè situata a 10 m di profondità; la tomba delle Leonesse prende il nome da due pantere contrapposte. Sono da ricordare le più tarde e più cupe tomba dell'Orco e la tomba del Tifone che è una delle più ampie e rivela anche il nome della famiglia: i Pumpu, la scena del corteo funebre è tra le pitture meglio conservate; la tomba del Barone è certamente la più affascinante per la bellezza delle pitture e delle espressioni dei volti raffigurati, vi è rappresentato un gruppo di persone che si incontra in una fastosa cornice di colori smaglianti; infine la tomba di Polifemo dove possiamo notare il gigante accecato da Ulisse, Tiresia, Agamennone e altre figure rappresentanti le divinità greche (questo dimostra i grandi influssi della civiltà greca sul mondo etrusco). Le tombe meno importanti sono: la tomba della Pesca, quella delle Olimpiadi, delle Bighe e del Triclinio.


Informazioni tratte da: enciclopedia GROLIER e guida Pirelli "Viaggiare bene in Italia"


A cura di Francesca Peleggi e Sara Ferrante