Il Battistero
Degli Ariani



Nel Battistero degli Ariani il mosaico rappresenta il battesimo di Cristo eseguitoda San Giovanni. sopra la testa di Cristo è presente la colomba dello Spirito Santo che spruzza acqua o emana lo Spirito Santo. Cristo è emerso permetà dalle acque del fiume Giordano che viene rappresentato da un vecchio con affianco un'otre da cui sgorga acqua e sul capo sono presenti delle chele di granchio, attributo tipico delle divinità fluviali e marine. Nella fascia sottostante, il corteo degli apostoli si reca incontro al trono crocifero, simbolo della sovranità del Signore, ribadito da una croce gemmata su un cuscino posto su un trono. Si ricorda che il trono sostituiva l'immagine figurata dell'imperatore e nella simbologia cristiana il Cristo. Fusti di palme da datteri, ricchi di frutti, attributi dei martiri per le opere sante compiute, staccano le figure degli apostoli, dieci di essi recano la corona del martirio e della gloria, con le mani velate dal mistico rito liturgico. S. Pietro, a destra del trono, reca le chiavi del paradiso e S. Paolo, nella consueta calvizie, a sinistra porta due volumi. Gli abiti ed i calzari sono tipicamente romani. ad un occhio attento e visibile la differenza stilistica e tecnica con cui è stata eseguita la decorazione musiva compresa fra la seconda palma a sinistra e la prima a destra del trono e concernenti le figure di S.Pietro (con la veste di candito marmo e non di paste vitree), S.Paolo, S.Tommaso, il medaglione centrale, rispetto ai restanti nove Apostoli. La prima parte risente di un influsso classico romano, la parte sottostante di influsso bizantino con figure più piatte. Anche qui ha operato il restauratore romano Kibel che da buon praticone dell '800 aveva inventato un suo intruglio a base di stucco e olio cotto la cui durata e facilmente intuibile. Dei marmi, stucchi e mosaici, in analogia con il Battistero del Duomo non vi è più alcuna traccia; negli scavi effettuati furono trovati, sotto il pavimento, oltre 150 kili di tessere, dimostrazione questa, che la decorazione doveva essere ben più estesa di oggi