E' Re il Dio egizio,
ciò che per noi è luce
sulla armoniosa natura.
A tutto tondo pieno
ha in sé verità e finiti mondi,
in lui e il bello e il brutto.
Sprigiona il chiaro
che sfonda il nero,
in esso immane.
Così si irradia e se stesso
manda in giro
a dar conto alle seppie.
Il suo posto prende
ogni dì,come gli spetta
e ne ride.
Vede se stesso
nella dimora dei pesci,
e le sue ombre.
Esse si spezzano
su ogni onda
e parvon fasci dorati.
Su invece, nel torpor del cielo
spengon le nuvole più alte,
e le prossime accendono.
Parla, oh sole, oh
tu potessi, per tanto dire
che porta sapienza, sapientemente, ascolto.

Spataro Licia IV D
A.S.2001/2002
L.S.S. Federigo Enriques