E' Re il Dio egizio, ciò che per noi è luce sulla armoniosa natura. A tutto tondo pieno ha in sé verità e finiti mondi, in lui e il bello e il brutto. Sprigiona il chiaro che sfonda il nero, in esso immane. Così si irradia e se stesso manda in giro a dar conto alle seppie. Il suo posto prende ogni dì,come gli spetta e ne ride. Vede se stesso nella dimora dei pesci, e le sue ombre. Esse si spezzano su ogni onda e parvon fasci dorati. Su invece, nel torpor del cielo spengon le nuvole più alte, e le prossime accendono. Parla, oh sole, oh tu potessi, per tanto dire che porta sapienza, sapientemente, ascolto.


Spataro Licia IV D
A.S.2001/2002
L.S.S. Federigo Enriques