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Marzo 2009 |
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“IT’S UP TO YOU” I RADIOHEAD STRAVOLGONO IL MODO DI VENDERE MUSICA
In questi giorni sono stati finalmente resi pubblici, a un anno di distanza, i dati riguardanti le vendite dell’ultimo album dei Radiohead, nota rock band d’oltremanica, “In rainbows”, venduto in un modo a dir poco rivoluzionario per una band di tale calibro. Un anno fa, infatti, Thom Yorke e soci comunicarono che il loro nuovo album sarebbe stato scaricabile dal loro sito al prezzo che ogni utente poteva scegliere, anche gratuitamente volendo, con la formula “It’s up to you” (“spetta a te”). Questa mossa fu immediatamente giudicata azzardata e anacronistica e, la mancata pubblicazione dei dati di vendita dell’album fece pensare a un totale insuccesso. “In rainbows”, invece, ha venduto ben tre milioni di copie e si stima che il prezzo medio pagato per ogni download dell’album sia, considerando che oltre il 60% non ha sborsato un euro, di tre euro per copia. Questo dato può sembrare, a primo impatto, confermare il tanto ipotizzato flop dell’iniziativa. Analizzando, invece, i guadagni che arrivano all’artista per la vendita di ciascun cd nei negozi, scopriamo che solo il 10% è destinato alle sue tasche; il resto infatti, è diviso tra casa discografica, etichetta, rivenditore, distributore e produttore. Ciò significa che, ammettendo un prezzo medio di 20 euro per album, l’artista guadagna solamente due euro per copia. I Radiohead, invece, vendendo l’album senza alcun intermediario, essendosi liberati contrattualmente dalla casa discografica EMI, hanno guadagnato come se l’album fosse stato venduto nei negozi a 30 euro. Tale successo, tuttavia, difficilmente sarà d’esempio per il mercato musicale in quanto il legame contrattuale con una casa discografica è oggigiorno fondamentale ad una band per crescere e farsi conoscere anche se spesso risulta limitante in quanto le case discografiche richiedono canzoni che possano avere un successo commerciale e, quando una band vorrebbe staccarsi dal mainstream e sperimentare alternative attitudini musicali si trova in difficoltà proprio per i legami contrattuali. C’è da considerare, inoltre, che tale successo deriva anche dal calibro dalla band in questione; una band sconosciuta e alle prime armi, infatti, non sarebbe mai riuscita ad ottenere un simile risultato. Che sia questo il futuro del mercato musicale? MICHELE MINARDI V A
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RECENSIONE FILM: GOMORRA
Cinque storie e molte vite legate alla criminalità e dintorni, tratte dal libro di Saviano e portate sul grande schermo da Matteo Garrone. Totò ha 13 anni e non vede l'ora di diventare grande ma si trova ben presto a dover decidere da quale parte stare risucchiato nel conflitto tra chi detiene il potere e gli scissionisti. Marco e Ciro così come un personaggio del noto film Scarface, non vogliono essere sottomessi a nessun padrone, e ciò li porterà a pagare con la vita le loro bravate. Pasquale, sarto eccellente costretto dalla camorra, passa dal confezionare abiti a guidare camion, per i propri traffici in tutta Italia. Don Ciro paga le famiglie dei detenuti del suo clan, ma minacciato dagli scissionisti è costretto a scegliere da quale parte schierarsi. Roberto, neolaureato, viene assunto da Franco, uomo senza scrupoli, e gestore di una impresa illegale di smaltimento di rifiuti tossici. Il giovane però ,ette in primo piano la coscienza morale all'interesse economico e abbandona il posto. Potere e soldi, questi i valori vigenti a Scampia, un mondo diverso dal nostro, dove si è costretti a scegliere tra due opposte fazioni del sistema che tutto sa e tutto governa: la camorra. Il film, così come il libro, mostra una realtà quasi sconvolgente, veritiera, vicina da un punto di vista territoriale, ma così lontana da quella in cui viviamo quotidianamente MARTA ROSA III A |
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RECENSIONE FILM: PROFUMO Alcune volte è impossibile trasportare un romanzo sul grande schermo. Questo sembrava il caso di "Profumo" ,per il tipo di narrazione, basata principalmente sulle sensazioni olfattive del protagonista, sia per l'intransigenza dell'autore a cederne i diritti. Il progetto aveva, comunque, interessato più di un regista, tra cui Martin Scorsese e Stanley Kubrick, ma nel 2001 Süskind concede la liberatoria e il film viene affidato a Tom Tykwer. Ambientato nella Francia di metà diciottesimo secolo, "Profumo", narra la vita di Jean Baptiste Grenouille. Nato nel luogo più maleodorante di Parigi, rifiutato dalla madre fin dalla nascita, vive in condizioni di e |
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Quest’anno vi vogliamo mettere alla prova prima con un ripassino semplice, poi stupiteci e finite il secondo sudoku... |
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ALLMAN BROTHERS BAND – WIN,LOSE OR DRAW
Inutile ricordare l'importanza a livello musicale di un maestro della chitarra come Duane Allman, ritenuto uno dei migliori chitarristi mai esistiti dopo il maestro Jimy Hendrix. Al giorno d'oggi la discografia degli Allman Brothers è piuttosto difficile da reperire. Altrettanto inutile dire che le esibizioni live di questo gruppo di musicisti (in cui spiccavano Duane e suo fratello Gregg) erano semplicemente straordinarie. Essi infatti si cimentavano in infinite jam-session divertendo un pubblico più che mai assetato di musica (“Live at Fillmore East” è infatti reputato uno dei migliori live della storia del blues). Questo album, uscito nel 1975, e quindi dopo la tragica morte di Duane Allman (avvenuta nel 1971), viene prodotto sempre sotto il nome di "Allman Brothers Band" anche se ormai Duane non c'era più. L'album è un'ottima miscela di blues e jazz, con il solito timbro southern-rock/country tipico di questo gruppo. Le canzoni sono tutte firmate dal front-man Gregg Allman (egli oltre a cantare suona la chitarra acustica, l'organo e le tastiere) e il chitarrista slide Richard Betts. Al basso elettrico c'è Lamar Williams, mentre alle batterie (gli Allman Brothers Band furono una delle prime band a sperimentare la doppia batteria) Jaimoe e Butch Trucks (zio di Derek Trucks), mentre al piano un ottimo pianista jazz-fusion come Chuck Leavell, molto apprezzato per le sue jam-sessions. L'album si apre con un'ottima riproposizione di un pezzo di Muddy Waters ("Can't Lose What You Never Had"), con un grande pezzo di piano. Altre canzoni da citare sono "Just Antoher Love Song" e l'ottima title-track, superba ballad che riassume lo stato della band, in preda a dipendenze da alcol e droghe. Ma il vero pezzo forte dell'album (live sarà uno dei pezzi più riproposti e richiesti) è il pezzo strumentale "High Fall" di quasi 15 minuti, una cavalcata di vero rock, spaziando tra blues, jazz e fusion. Qui viene fuori tutta la bravura dei musicisti. Il disco si chiude con un'altra cover ("Sweet Mama" di Billy Joe Shaver). Questo sarà l'ultimo album della band prima di sciogliersi per poi riunirsi alla fine degli anni '70 (1979). Sicuramente un disco da avere nello scaffale per gli appassionati di blues. Per chi ascolta: Lynyrd Skynyrd,Steve Ray Vaughn,Gov’t Mule,Derek Trucks Band "La musica è diventata così intellettuale. La musica deve essere divertimento, un piacere. Essa ti vuole rendere libero. Il rock 'n'roll ti indica la direzione giusta per tutte le cose." Duane Allman VALERIO GUZZO IV F |
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CINEMA E MUSICA |




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strema miseria e povertà ma con un dono unico, un olfatto finissimo e una memoria olfattiva fuori dal comune, Con testardaggine decide di mettere a frutto questa qualità nel campo dei profumi. Dopo aver lavorato come apprendista a Parigi si sposta a Grasse, per perfezionare la sua arte, ma durante il viaggio si ritira, in una grotta sul massiccio dell'Auvergne, in completo isolamento dai suoi odori. In questo periodo, il protagonista scopre che lui non ha odore e decide di creare un profumo che arrivi al cuore delle persone e le domini. Per realizzare il suo intento non si farà scrupolo di uccidere donne, le quali possiedono un profumo a suo parere paradisiaco. Ma il suo operare non può considerarsi malvagio. Jean Baptiste non può provare nessun sentimento umano, gioia, dolore, ma soprattutto amore. In un certo senso non si sente parte del mondo poiché a differenza di tutti gli altri, lui non possiede un proprio odore.Ma la sua straordinaria abilità lo rende speciale e “ divino rispetto alla massa. Alla fine la morte gli appare come l'unica soluzione alla terribile vicenda di cui è protagonista: nonostante la sua capacità gli consentirebbe di governare e controllare tutti gli uomini, egli sente in sé l’esigenza di ciò che non ha e non potrà mai avere :l’ amore, ma sapendo di non poter mai appagare questo desiderio, preferisce questa tragica via. Nelle parti iniziali abbiamo una ricostruzione attenta e precisa della realtà, con scene molto forti e disturbanti, che ben rendono l'ambiente abbietto nel quale nasce e cresce Grenouille. Ma più il film procede , più il regista utilizza tutte le caratteristiche di un film sui serial killer. Il portare in scena una vicenda così piena di emozioni, complicata e tragica allo stesso tempo, non può non far avvertire in un certo senso un grado di stima nei confronti di colui che ha saputo portarla in scena, anche se talvolta soprattutto nella scena finale si scivola nel banale. Insomma un film non solo da guardare, ma soprattutto che deve farci riflettere sulla ricchezza di emozioni che vuole trasmettere. MARTA ROSA III A |
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