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Marzo 2009 |
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-siglio) si sia impadronita della rimanente parte “sana” Alitalia senza aver pagato praticamente nulla, in quanto i soldi promessi sono stati 300 milioni sulla carta, ma dubito che saranno effettivamente pagati molto presto.( Questo processo somiglia molto al modo in cui si cibano appunto gli avvoltoi,gli sciacalli, che non cacciano la propria preda e si appropriano senza alcuno sforzo dei resti lasciati dai predatori).
Perché è stata scelta proprio questa soluzione di “salvataggio”? Non esistevano altre offerte oltre a quella C.A.I.? Ci sono state certamente altre offerte, ma hanno fatto in modo che solo la C.A.I. potese comprare l’Alitalia.
Qual è invece il ruolo assunto dall’Air France in questa vicenda? L’Air France, la compagnia aerea francese, è stata accettata solo successivamente all’aquisto C.A.I., e solo come 20° socio, con una quota di minoranza del 25%. Questo significa che l’Air France è entrata in gioco solo dopo che lo stato si era accollato tutti i debiti(anche quelli dell’Air One,un’altra compagnia italiana minore che nel frattempo si era fusa con Alitalia) e solo perché gli imprenditori C.A.I. non erano competenti in ambito di traffico aereo. Infatti è proprio a causa di questa loro completa incompetenza che hanno iniziato a fare una serie di errori infiniti e che hanno avuto un assoluto bisogno di rivolgersi a qualche esterno competente, come appunto una grande compagnia straniera come l’Air France.
Tuttavia Air France aveva fatto una richiesta differente durante il governo Prodi. Cosa è cambiato? Prodi in quel momento faceva anche di peggio.Aveva totalmente venduto l’Alitalia ai francesi, con la differenza però che questi l’avrebbero pagata molti più soldi rispetto ad ora(3miliardi e mezzo) e avrebbero dovuto acquistare con l’azienda anche tutti i debiti bancari e gli aerei ipotecati per restituirli alla flotta.
Quindi in pratica non volevamo perdere l’Italianità dell’azienda e abbiamo rifiutato la proposta Air France per permettere oggi a Berlusconi di “salvare” l’Alitalia. Tuttavia il risultato non sembra ugualmente essere quello desiderato dagli italiani(né tantomeno dai dipendenti exAlitalia). Lè maggiori preoccupazioni riguardano proprio le riassunzioni C.A.I, puoi spiegarci come funzionano? Dunque, dopo che tutti i dipendenti Alitalia sono stati licenziati la C.A.I. ne ha riassunti solo 10mila, mentre gli altri ora gravano
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INTERVISTA A UN EX-PILOTA Per saperne di più sulla crisi Alitalia
Luigi non è più coinvolto dal punto di vista finanziario nella vicenda Alitalia, tuttavia ha acconsentito a rilasciare quest’intervista in veste di ex dipendente Alitalia (che ha lavorato per 39 anni ed è ora da 5 anni in pensione) sia soprattutto di cittadino italiano, poiché si sente tradito e preso in giro dalle nuove manovre di “salvataggio” attuate dall’attuale governo Berlusconi.
Come nasce e quando entra in crisi l’Alitalia? L’Alitalia è nata intorno agli anni ’60 dall’unione delle compagnie italiane del dopoguerra, subordinata all’I.R.I., come servizio pubblico finanziato dallo stato. Agli inizi quindi ,quando il trasporto aereo rendeva molto,l’Alitalia riusciva a trarre guadagno anche solo con il 50% di riempimento dei voli e si può dire che l’azienda camminava con le sue gambe anche senza l’ausilio dei fondi statali. Alitalia ha iniziato a soffrire la crisi del trasporto aereo quando l’U.E. vietò agli stati di sovvenzionare i deficit delle aziende pubbliche. Questo comportò che l’Alitalia dovette entrare realmente nel mercato ed avere un confronto con le altre compagnie aeree. In questo modo tutto quello che era “cattiva gestine” da parte dei dirigenti Alitalia è venuto a galla.
Cosa intendi per “cattiva gestione” ? Per cattiva gestione si intende quando un’azienda non è gestita in maniera oculata perché i manager non sono responsabilizzati abbastanza (nel senso che sono più interessati a mantenere il posto che a manenere attivo l’andamento dell’azienda). I dirigenti Alitalia non sono stati messi a capo dell’azienda perché sono bravi e di fatto occupano nil proprio posto perché sono stati tutti “assunti” dalla politica. Quindi l’Alitalia è entrata in deficit non perché la compagnia non lavorasse bene. Per esempio l’Alitalia incassava 10mila miliardi l’anno (al pari della Liberia), solo che mentre per far volare 150 aereoplani e pagare 7mila membri del personale navigante e 15mila impiegati la Liberia spendeva 9500 miliardi, l’Alitalia per fare tutto questo spendeva 1000 miliardi l’anno. Quando questi 1000 miliardi non sono stati più ripianati dal supporto dello stato l’Alitalia ha dovuto indebitarsi, ovvero invece di chiedere soldi allo stato ha iniziato a chiderli alle banche. A quel punto oltre che pagare il prestito Alitalia doveva pagare anche gli interessi bancari. E così è stato per dieci anni.
Perché nessuno ha fatto nulla per fermare l’indebitamento dell’Azienda? Ogni amministratore di governo,sia di destra che di sinistra, anziché risolvere il problema ha continuato ad indebitare l’Azienda, chiedendo soldi in prestito ed ipotecando gli aerei, cercando di ridurre le spese, finchè non si è arrivati al punto in cui oggi le banchr non fanno più credito e anzi chiedono la restituzione dei debiti.
L’Alitalia non riusciva a pagare i debiti perché non aveva abbastanza entrate? No anzi, di soldi all’Alitalia ne sono sempre girati molti. Il trasporto aereo è uno dei commerci più vantaggiosi, come quello delle compagnie telefoniche, che dispongono dei soldi dell’acquisto del prodotto venduto ancora prima che questo venga consumato (il biglietto aereo si compra 1 o2 mesi prima che il volo parta!)
Tuttavia questi soldi non bastavano… Evidentemente qualcuno sapeva come farli sparire, perché ti ripeto: lo stesso numero di aeroplani, lo stesso numero di personale, lo stesso numero di equipaggi in giro per il mondo…e una spesa (e un debito) totalmente differenti da quelli delle altre compagnie.
Quindi non è vero che i piloti italiani sono stati trattati in modo privilegiato rispetto a quelli delle altre compagnie? Questa è una favola! Una favola ti ripeto, perché i nostri impiegati sono pagati circa il 20/30% in meno rispetto alle altre compagnie come Lufthansa e Liberia. Questa dei piloti “viziati” è una menzogna che è stata promulgata dai dirigenti Alitalia perché avevano bisogno di dare la colpa a qualcuno pur di non farla ricadere su loro stessi.
Cosa puoi dirci invece riguardo alla situazione attuale? L’attuale presidente del consiglio si è fregiato del titolo di “salvatore della patria” durante la scorsa compagna elettorale, dicendo che avrebbe appunto “salvato” l’Alitalia. È proprio l’ultilizzo di questo termine(“salvataggio”) da parte del premier, che mi scandalizza profondamente (pur avendolo fra l’altro votato ed essendo d’accordo con molte altre cose attuate dal suo governo). Ad ogni modo la questione del “salvataggio” Alitalia è stato un buco nell’acqua gigantesco, poiché in realtà quella che sta attualmente facendo la C.A.I. (Compagnia Aerea Italiana) è di gestire meno della metà dell’azienda che era Alitalia e praticamente facendo pagare ai contribuenti(i cittadini che pagano le tasse!) tutta la parte fallimentare dell’azienda, accollando allo stato italiano il debito bancario Alitalia anziché farlo pagare ai nuovi compratori. Se la C.A.I. avesse fatto volare i 200 aereoplani exAlitalia e avesse fatto lavorare le 20mila persone licenziate, allora si poteva parlare di salvataggio! Ma siccome la C.A.I. riassume meno della metà del personale licenziato dalla vecchia azienda e si tiene solo gli aeroplani non ipotecati, in pratica si sta attuando un’operazione di “sciacallaggio”.
Cosa intendi per “sciacallaggio”? Per sciacallaggio si intende il modo in cui la C.A.I. (un’accordata di imprenditori italiani riuniti “appositamente” dal presidente del |
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ATTUALITA’ |
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sulle tasse dei cittadini poiché sono stipendiati dalla cassa integrazione(anche se naturalmente non hanno ancora visto un soldo da dicembre, ovvero da quando sono stati licenziati). Molti dipendenti exAlitalia attualmente lavorano praticamente “in nero”, senza sapere se e quando saranno pagati e soprattutto senza sapere da quale compagnia aspettarsi una retribuzione per il lavoro svolto. Questa nuova compagnia C.A.I. nasce quindi con il piede decisamente sbagliato. Una compagnia aerea non è come una semplice fabbrica amministrata da un dirigente e con una sola classe di operatori; una compagnia aerea è invece composta da una ricca catena di montaggio in cui ogni singolo pezzo ha la sua vitale importanza. Per fare un esempio pratico, possiamo vedere benissimo che se sciopera anche solo il personale addetto ai bagagli, l’immediata conseguenza è che i voli previsti durante l’orario di quello sciopero saranno annullati. Questo fa capire che non si può strapagare solo una fascia di impiegati e lasciare senza stipendio il resto dei lavoratori. La gestione del personale è uno degli aspetti più pregnanti in un’azienda così particolare, e quello che sta dimostrando la C.A.I. è proprio di non sapere come gestirlo. Fra l’altro i manager della nuova azienda sono gli stessi della vecchia Alitalia.
Quali sono stati invece i “criteri” di assunzione utilizzati dalla C.A.I. per effettuare un taglio così drastico di personale? I criteri di assunzione C.A.I. non sono stati condivisi dai sindacati, ma sono stati invece concordati solo con la Triplice( CIGIL, CISL e UIL) lasciando fuori i sindacati autonomi(che hanno firmato gli accordi solo perché forzati).Quindi gli operai iscritti alla Triplice hanno avuto il rispetto delle liste di anzianità e delle altre tutele dei diritti del lavoratore, mentre invece gli impiegati appartenenti ai sindacati autonomi sono stati vittime di ogni tipo di discriminazione possibile, come può essere ad esempio un’assunzione fuori sede. Provate ad immaginare di essere una madre con dei figli piccoli,di abitare qui a Roma ed essere perfettamente inseriti nella società. Come vi sentireste se per poter ottenere il rinnovo del contratto di lavoro vi fosse |
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imposto di trasferirvi a Venezia? Rinuncereste al contratto? Gli autonomi sono stati dipinti dalla televisione come una minoranza che non voleva rinunciare ai propri privilegi. In realtà rappresentano 1/3 della compagnia (il 90% dei piloti è iscritto all’ANPAC e gli assistenti di volo invece sono divisi in 6 o 7 sindacati di cui solo il 50% sono confederali). Sarebbe giusto far notare che in campagna elettorale avavano sì setto che avrebbero ridotto gli stipendi per fronteggiare la crisi, ma non che avrebbero licenziato il 50% del personale!
Pensi che nonostante quest’inizio “difficile” la nuova Alitalia possa avere ugualmente un futuro? Come andrà a finire? Quelli della C.A.I. volevano garantirci un prodotto italiano che un domani sarebbe tornato ai fasti del passato(quando 39 anni fa l’Alitalia era la 7° compagnia al mondo!). In realtà questi compratori, che hanno acquisito con meno di un miliardo un bene che vale 10 volte tanto, non vedono l’ora di disfarsene, lasciando tutto in mano all’Air France.
Anche se questo finale non sembra essere proprio quello che ci avevano promesso, l’Air France quindi alla fine acquisterà l’Alitalia nonostante fosse proprio ciò che stavamo cercando in tutti i modi di evitare? Gli imprenditori C.A.I. cercheranno di salvarsi la faccia vendendo a poco a poco i voli Alitalia all’Air France, garantendo così ai cittadini l’esistenza di quella che doveva essere la nuova compagnia Alitalia, anche se poi alla fine di italiano resterà soltanto il nome. Già ora l’Alitalia è per metà straniere, in quanto tutti i voli che l’azienda non riesce a coprire (a causa dei vasti tagli al personale e alla flotta) appartengono ad altre compagnie straniere. È nata da poco una compagnia che si chiama Lufthansa-Italia, con base a Malpensa; ed è lei che un domani si impadronirà del resto dei voli C.A.I. Questo processo di vendita avverrà in silenzio, come se le altre compagnie ci stessero facendo un favore. Se Berlusconi aveva promesso di “salvare” l’Alitalia, in realtà è riuscito solo a finire di rovinarla. Il “salvataggio” tanto annunciato è riuscito solo per quanto ci viene riferito dalla Malainformazione “Belusconiana”,presente ormai su tutte le reti televisive e su molti giornali, che continua ad incolpare il personale Alitalia del disfacimento dell’azienda anziché condannare i veri responsabili. MARINA DE FALCO III A |
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RIFORMA GELMINI Mariastella Gelmini, avvocato 35enne nata a Leno, circa 25 km da Brescia, è entrata giovanissima in Forza Italia, è il nuovo ministro dell'istruzione. Il suo primo provvedimento è il Decreto Legge 137/2008 datato 1 settembre 2008 e intitolato "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", poi convertito in legge dal Senato il 29 ottobre 2008 sotto il nome di Legge 169/2008. Il decreto della riforma si può dividere in 4 punti fondamentali: 1°- Ritorno ai voti in pagella per medie ed elementari. Va ricordato che precedentemente si era deciso di cambiare i voti in giudizio. 2°-Verrà rintrodotta l'educazione civica e tale materia sarà incentrata su educazione ambientale e Costituzione e tra qualche anno tornerà ad essere obbligatoria per la scuola elementare e media. 3°-Il ritorno al maestro unico che è stato tra l'altro il pomo della discordia. Verrà rintrodotto a partire dalla prima classe 2009-2010 ed entrerà gradualmente nelle classi successive. Si è calcolato che in tre anni circa,poterà ad un taglio di 87.000 insegnati più o meno. 4°- risparmio per le famiglie sui testi scolastici: ci sarà l'obbligo per gli insegnati di adottare soltanto i libri di testo i cui editori non varieranno i contenuti per tutti i 5 anni. Inoltre possiamo ricordare che la riforma Gelmini si preoccupa anche di tempo pieno ma in merito a ciò c'è, però,solo un accenno. Quattro mila scuole con un livello di iscrizione piuttosto basso rischiano di chiudere nelle piccole isole e nei piccoli comuni montani a causa dei tagli predisposti da questo decreto. Questa riforma ha generato un gran malcontento generale che ha causato numerose proteste per esempio in molte città italiane tra cui Roma, Genova, Milano, Torino, Parma, Brescia, Bologna e Napoli si è inaugurata una notte bianca come segno di protesta a questa riforma,fiaccolate silenziose hanno attraversato le città;infine nella capitale questa riforma ha suscitato proteste anche nei gruppi studenteschi di destra infatti sono state occupate molti istituti liceali. Anche le date della maturità 2009 sono variate di circa una settimana rispetto allo scorso anno,difatti la prima prova scritta ci sarà il 25 Giugno dell’anno corrente. Questo posticipo dell'inizio degli esami ha visto parecchio scontento da parte dei docenti ma è stato inevitabile a causa anche dell'accavallamento con il termine delle scuole. Nonostante il malcontento generale, i risultati sono stati stupefacenti considerando che in genere quando si cambia qualcosa la cosiddetta "resistenza al cambiamento" prorompe in tutta la sua gagliarda espressione. Potrebbe essere vero che in questo caso più che di un cambiamento si tratta di un ritorno all'antico. ELENA ROSCINI IV A |