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Anno 5 N°1 |
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Marzo 2009 |
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LICEO SCIENTIFICO F. ENRIQUES |
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FUTURO NE' BIANCO NE' NERO PER L' AMERICA: ABBRONZATO «Io ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" » diceva Martin Luther King il 28 agosto 1963, a Washington, nel discorso al Lincoln Memorial durante la marcia per lavoro e libertà, nel tentativo di sottintendere la speranza che egli nutriva, assieme a molte altre persone, perchè ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni altro con gli stessi diritti e le stesse prerogative, proprio negli anni in cui "i tempi stavano cambiando e solo il vento poteva portare una risposta." Quel vento di cui parlava Bob Dylan in "The Times They Are A-Changin" sembra, anche se a distanza di tempo, aver portato una risposta decisa: Barack Obama, rappresentante afroamericano del partito democratico, dal 21 gennaio è ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti d' America. E' avvenuto l' immaginabile, l' impensabile, ma questo stupore non può che portare una grande consolazione nel cuore di tutti, riconfermando che ancora a questo mondo ci sono persone che credono nell' uguaglianza e nella democrazia. Con questa elezione il popolo americano ha dimostrato il suo grande senso di civiltà mettendo in pratica ciò che la propria Costituzione rimarca dando vita al sogno di Martin Luther King e nello stesso tempo suscitando, nel resto del mondo, ammirazione e speranza (quasi invidia) per ciò che è avvenuto. Barack Hussein Obama nasce a Honolulu, 4 agosto 1961da Barack Hussein Obama Sr., un keniota ateo, e da Ann Dunham, proveniente da Wichita, in Kansas. Dopo il liceo, studiò per un paio d'anni all' Occidental College, prima di spostarsi al Columbia College della Columbia University. Là si laureò in scienze politiche, con una specializzazione in relazioni internazionali. Nel 1988, Obama di recò ad Harvard per studiare giurisprudenza . Si laureò magna cum laude nel 1991 ed il 3 ottobre 1992 sposò Michelle Robinson. L'impegno politico di Obama cominciò nel 1992, anno in cui aiutò il presidente Bill Clinton nelle elezioni presidenziali, portandogli circa 100.000 voti. Nel 2004 si tennero le elezioni in Illinois per decidere il nuovo senatore che avrebbe rappresentato lo stato al congresso degli Stati Uniti; Obama giurò come senatore il 4 gennaio 2005. Il 10 febbraio 2007 Obama avrebbe annunciato ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2008. Nessuno si sarebbe mai aspettato però che il figlio di uomo che 40 anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante sarebbe arrivato a tanto, pronto a prestare il giuramento più sacro di tutti davanti alla Nazione. Obama ha percorso, per arrivare alla Casa Bianca, lo stesso tragitto che Abramo Lincoln fece nel 1861, partendo da Filadelfia, la città dove è stata firmata nel 1776 la Dichiarazione d' Indipendenza degli Syati Uniti d' America. Quattro giorni di simboli e richiami al passato, con riferimenti non solo a Lincoln-presidente che abolì la schiavitù- ma anche a Franklin Roosevelt, l' uomo che tirò fuori il Paese dalla Grande Depressione, a Martin Luther King e a Robert Kennedy. Obama ha chiamato ed il popolo ha risposto con un interminabile folla che parte dalle scale del Lincoln Memorial e attraversa tutto il cuore di Washington arrivando fin sotto il palco del neopresidente. La cerimonia si è svolta come da prassi, con il saluto al vecchio presidente ed il giuramento del nuovo, seguito dal discorso alla Nazione. Ma si respira un' aria diversa, forse perchè si sente davvero l' arrivo di un cambiamento. L' atmosfera si è fatta sempre più intensa ed ad incrementare questa situazione è stato il canto della regina del soul, Aretha Franklin e la presenza di alcune personalità politiche e non, come Ted Kennedy, Mohammed Alì, Bruce Springsteen e tanti altri. Barack Obama sceglie la strada di John Kennedy, chiedendo a quei due milioni di persone che erano in fila dalle quattro del mattino e che ora sono davanti a lui, ai milioni che lo ascoltano da casa di "rimboccarsi le maniche", credendo nel duro lavoro, nell' onestà, nella correttezza. Inizia il suo discorso così " Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi ". I tre aggettivi che vengono da lui usati sono una conferma della aspettative del popolo; un uomo che si pone umile di fronte ad una Nazione con la consapevolezza che potrebbe compiere scelte giuste o sbagliate in futuro, ma pronto ad ammettere gli errori e a confrontarsi liberamente con tutti risponde a quelle che dovrebbero essere le prerogative di un vero presidente. "Nel coso di tutta la storia della Costituzione-dice Obama-ci sono stati quarantaquattro americani che hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi prosperi e pacifici tanto quanto in tempi duri e violenti, ma soprattutto un questi momenti l' America ha saputo reagire, non solo grazie per le capacità dei maggiori rappresentanti del governo, ma soprattutto grazie al Popolo che ha sempre tenuto fede agli ideali dei nostri antenati. Così è stato e sempre sarà. Siamo in una situazione di forte crisi per il nostro paese: l' economia è fortemente indebolita, |
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molte persone
hanno perso lavoro, le imprese sono sparite, il servizio sanitario è troppo
costoso, le nostre scuole perdono troppi giovani. Certo la sfida che ci
aspetta è ardua e tortuosa, ma noi non ci arrenderemo e lo dimostra il fatto
che oggi tutta l' America ha scelto la speranza alla paura, l' unità alla
discordia. E' giunto il momento di portare avanti l' idea, passata di
generazione in generazione, per cui tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e
abbiamo il diritto di perseguire la felicità. Noi non siamo qui grazie a
gente vissuta nel dubbio e nella paura, ma è solo grazie a coloro che hanno
saputo osare, che hanno messo in valigia quelle poche cose necessarie ed
hanno attraversato gli oceani per ricominciare una nuova vita, che faticavano
e venivano sfruttati nelle aziende, che hanno combattuto e sono morti in
luoghi come Concord e Gettysburg. E' solo grazie a questi uomini e donne che
hanno lottato per la terra su cui siamo che oggi siamo qui. Da oggi dovremmo
ricominciare la ricostruzione di quell' America per cui i nostri avi si sono
battuti, possiamo farcela, e lo faremo, non solo per noi ma anche per loro. E
che tutti i popoli e i governi che ci stanno guardando, sappiano che gli
Stati Uniti sono amici di tutte e nazioni e di ogni uomo, donna e bambino che
confidi n un futuro prospero e dignitoso. I grandi ostacoli del passato,
quali il fascismo e il comunismo sono satati abbattuti non solo con l'
utilizzo di missili e carri armati, ma grazie ad un senso di unione e
rispetto tendenti a due sole cose: la pace e il bene di tutti. Cominceremo
lasciando responsabilmente l' Iraq alla sua gente, mantenendo una pace
durante guadagnata in Afghanistan. Con amici e nemici lavoreremo
ininterrottamente per diminuire la minaccia nucleare, e tutti coloro che
cercheranno di raggiungere i loro scopi illegalmente, diffondendo il terrore
e massacrando innocenti, che sappiano che la nostra risposta sarà ferma e
decisa. Noi siamo una Nazione di cristiani, mussulmani, ebrei, induisti, non
credenti, formati da ciascun linguaggio e cultura provenienti da ogni angolo
della Terra. Tanto diversi tra noi, ma allo stesso tempo tanto uguali per l'
amore che ci lega al nostro Paese. A quei leader che causano conflitti o
scaricano sull' Occidente i mali della loro società, sappiate che il vostro
popolo vi giudicherà non per quello che distruggerete, ma per quello che
costruirete. Alla gente delle nazioni povere promettiamo di lavorare per
provvedere ai bisogni e alla nazioni che godono, come noi, di una relativa
ricchezza, noi diciamo che non si può essere insensibili a ciò che ci
circonda, continuando a consumare le risorse del mondo. Tutto sta cambiando
e anche noi dobbiamo cambiare. Se resteremo uniti e fiduciosi l' un l' altro
le cose andranno per il meglio. Facciamo sì che i figli dei nostri figli si
ricordino di noi come quelli che alla lotta non hanno abbassato lo sguardo,
ma l' hanno affrontata faccia a faccia, senza timore, con la consapevolezza
di non essere soli. Facciamo si di essere ricordati per aver mantenuta
intatta la libertà ed averla consegnata alle generazioni future." A
distanza di un mese le parole cominciano a diventare fatti, con una manovra
anticrisi da 787 miliardi di dollari. Lo "Stimilus Act" del
presidente Barack Obama ha come obbiettivo quello di creare 3.5 milioni di
posti lavoro. Il governo ha stanziato 120 miliardi di dollari a nuove
infrastrutture, trasporti pubblici, tecnologia e ricerca scientifica; una
grossa fetta sarà poi destinata alla sanità, dove 19 miliardi di dollari
andranno alle cliniche, 10 miliardi alla ricerca del cancro,l' Alzheimer, il
cuore, le cellule staminali e il biomedicale. 13 miliardi andranno agli
studenti meritevoli e bisognosi, 12.8 miliardi saranno investiti per l'
assistenza ai bambini diversamente abili. Ed infine è stato previsto un
pacchetto di sgravi fiscali e incentivi per i più poveri, per chi è stato
appena licenziato, per l' acquisto della prima casa, per l' edilizia
convenzionata, per i senza tetto e per gli orfani. Le circostanze fanno ben
sperare gli americani sul nuovo presidente e per l' America si prospetta un
futuro diverso. Anche io ho un sogno, che la nostra classe politica prenda
esempio da tutto ciò e renda anche noi italiani orgogliosi di esserlo e di
chi ci rappresenta. |
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NON SOLO SCIENZA E SPORT…
Gli studenti dell’Enriques impegnati in competizioni sportive, scientifiche e – perché no? - letterarie
Scudetti nei campionati di pallacanestro, partecipazione ai Mondiali di Pau, piazzamenti nei tornei di pallavolo e calcetto … e poi buone classificazioni nelle Olimpiadi di Matematica, Fisica, Informatica… Gli studenti del nostro Liceo hanno da tempo dimostrato di saper eccellere in discipline sia sportive che scientifiche. Di fronte a questa varietà di talenti dei nostri ragazzi , alcuni insegnanti di lettere della scuola hanno pensato che tra di loro potessero nascondersi anche dei “campioni” dalle insospettabili capacità poetiche. Così lo scorso anno si è pensato di organizzare un Premio di Poesia, riservato agli studenti dell’Istituto, che facesse finalmente emergere le qualità dei giovani poeti presenti nella scuola. In realtà, si è trattato di un concorso quasi interamente “al femminile” : le partecipanti quasi tutte ragazze, cinque studentesse le vincitrici! Evitiamo in questa sede banali riflessioni sulla “sensibilità femminile”… Piuttosto, si dimostri con i fatti che ragazzi e ragazze hanno le stesse potenzialità letterarie! Infatti,visti i risultati soddisfacenti, quest’anno si è voluto ripetere l’esperienza , inserendo anche una sezione di narrativa. Se siete interessati e soprattutto se non pensate - come purtroppo più di una persona di scarsa cultura e sensibilità - che in un’età di progresso scientifico e tecnologico come la nostra la poesia e la narrativa non abbiano diritto all’esistenza, o comunque si possano considerare quasi soltanto “forme di spettacolo”, partecipate al Concorso e contribuite così a dimostrare che esse sono ancora vive e importanti, soprattutto per i giovani!
N.B. - Ulteriori informazioni e dettagli sono contenuti nelle copie del bando di concorso affisse nelle varie sedi del Liceo.
PAOLA MANCURTI |
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ALL’INTERNO: · Attualità · Sport · Cultura e Giochi
Tiratura: 200 copie Coordinatore: Sergio Ronci Direzione tecnica: Michele Minardi Vignettista: Daniele Tucci
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