Le Macchine di Leonardo

Liceo scientifico "F.Enriques" classe 1h

Il mito di Leonardo anticipatore geniale di tutte le scoperte e le invenzioni del nostro tempo nasce dalla sua stessa misteriosa figura e, comprensibilmente, dalla prima, spontanea considerazione di chiunque si trovi di fronte ai disegni tecnologici o ai modelli delle sue macchine. In realtà non si può dire però che tutte le macchine e le “invenzioni” di Leonardo sono il prodotto del suo genio originale e fecondo; tutte le macchine, tutte le “invenzioni” attribuite al genio di Leonardo vengono qui puntualmente descritte come appartenenti a una tradizione durata attraverso i secoli e, sulla scia della nuova tradizione brunelleschiana, certamente ancora viva e operante nella seconda metà del ‘400 in esperti ingegneri come il Taccola, Buonaccorso Ghiberti e Francesco di Giorgio Martini. I trattati militari, gli “zibaldoni”, di conoscienze tecniche e meccaniche, che questi redigevano con l’accompagnamento di illustrazioni spesso rozze ma efficaci, circolavano con grande fortuna, e in numero sicuramente assai superiori a quelli pervenutici, al tempo di Leonardo che li aveva studiati come dimostrano certi suoi appunti e memorie. Insomma si dovrà prendere coscienza, una volta per tutte, che i disegni tecnologici di Leonardo dipendono spesso dalla lettura di libri e manoscritti altrui e, in particolare, dall’osservazione dell’attività che si svolgeva nelle botteghe o dallo scambio di idee con studiosi e tecnici del suo tempo. Per concludere che, sì, la sua opera di meccanico ed ingegnere è, per vastità e profondità d’esperienza, davvero unica e, talvolta percorritrice ma non certo, come si vorrebbe, un frutto solitariamente maturato nel deserto.

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Pagina a cura di: Marco Rinelli