Premio Letterario “Liliana
Ragusa”
2^ edizione – a.s. 2008-2009
1° Premio Biennio
“Il cammino” - Eleonora
Piga (II A/L)
Cammino
tra le vie della città,
guardo il mondo come fosse
nuovo.
Cammino, come fossi
nuova anch’io,
e mi accorgo che tutto intorno
è libertà.
Come un uccellino che spicca il volo,
come il vento che soffia,
come il sole che risplende.
Rifletto sulla libertà,
e mi accorgo di non averla
provata
mai.
Poi trovo in me
quella sottile verità, che mi chiama
a ricordare,
e la ritrovo …
ecco, la mia libertà,
nascosta,
timorosa di venire allo scoperto.
E’ il sorriso di un bambino
che ti accoglie quando arrivi,
è la danza del sole
intorno alla terra,
essenziale.
2° Premio Biennio
“Orizzonti nuovi” -
Carlotta Cimatti (II A/L)
Vola
un gabbiano
solitario contro il cielo;
si innalza con vigore
per salire oltre il sole.
L’aria
non gli basta
gli soffoca la gola
ormai più niente lo consola
solo svanire all’orizzonte …
Cade
una soffice piuma
dal sorridente e tacito cielo,
sarà forse di un gabbiano
che già ha spiccato il volo.
Vorrei
volare con le tue ali,
sorvolare le candide nubi
e solcare il mare aperto,
con grazia e agilità.
Ma
è solo un sogno:
la triste realtà,
come una catena,
mi lega alla terra,
infinitamente.
3° Premio Biennio
“Alla ricerca della
libertà” - Giulia Tiberi (II A/L)
La libertà, un sogno
dell’uomo
dove tutto è possibile
un luogo, inimmaginabile
dove si è liberi di volare
con la mente,
dove tutto scorre lentamente;
dove si ama senza condizioni,
senza costrizioni o
intimidazioni,
dove non si è schiavi della
moda
e dove tanta speranza si
prova.
La libertà è come l’aria
e ci si accorge di quanto
vale
quando comincia a mancare.
1° Premio Triennio
“La fuga del gabbiano” -
Letizia Del Pizzo (IV G)
Rumori
artificiali mi trapanano le orecchie
e occhi vuoti mi ricolmano l’animo di nostalgia.
Fuggire dalla monotona varietà
di automi schiacciati dalla praticità
è l’incantesimo della libertà.
Da quello scoglio sento
che il mare si sfoga;
rabbioso impeto di acque pure
che schiaffeggiando rocce pietrificate
sembrano gridare:
che aspettate a sgretolarvi?
Vorrei essere l’onda che si propaga
inesauribile
e nel suo eterno turbine ogni vita ingoia.
Da quello scoglio vedo
un gabbiano che vola;
è agile lo slancio
scende giù,
risale su.
L’avverso vento pettina le sue piume,
lieto sembra garrire.
Ora vorrei essere quel morbido
danzatore
che aleggiando può accarezzare ogni
nebulosa frescura
canzonando le ore.
2° Premio Triennio
“Come l’odore del vento
…” - Francesca
Longhi (IV G)
La
senti vibrare nella gelida brezza
sovrana
di se stessa alata e lenta.
La
senti cavalcare come un’onda lo scorrere
del
tempo e inseguire tracce di pensieri
rapiti
da un fievole soffio di vento.
Insolente
infuria la libertà.
Si
nutre di realtà sognate, aneliti di attimi mai vissuti
e
come i raggi del sole imponenti si diffondono
nell’atmosfera
calda del mattino,
così
la libertà si sprigiona dentro di noi.
Infine
si pone sulla nostra mente,
ci
culla per qualche attimo
e
poi si dilegua invisibile così
come
l’odore del vento …
3° Premio Triennio
“Visione dell’anima” -
Olga Guiban (V F)
La
foglia tremula di un pioppo
la valle innanzi a sé saluta,
la scia segue dello scirocco
solar essenza in lei trasmuta.
Si
schiude a quella vista il cuore,
sovruman esperienza esso vive …
Pace e libertà diventan fiori
dal cui profumo le dolci rive
Del
fiume azzurro inebriate sono.
Ogni cosa segue il suo corso,
l’uman pensiero invece al sogno
attribuisce l’irrazional percorso.
Nutrito
da una linfa immateriale,
se tutto sia necessario si chiede,
possibile uscire dalla prigione
dell’anima che soffre, piange e freme?
Il
sogno e i progetti che ha dentro
scuotono quel mare; il più profondo …
da quella schiavitù però è scevro
chi ha coraggio e nell’amor crede.
La
libertà per l’uomo è un arbitrio,
la meritano il pianto e il dolore?
Gioia, perfezione e verità –
o ricercato trio!
Ma veder del creato vero colore …
Sono una foglia e sono libera.